Un percorso approvato alla fine del 2018 per creare uno spazio condiviso in cui sviluppare un modello organizzativo nuovo tra filiere produttive, con particolare riferimento ai settori manifatturiero e agroalimentare, in relazione ai servizi creativi. Si chiama UnicaMontagna ed è l’hub della competitività multifiliera tra innovazione, tradizione e cultura.

Il progetto che coinvolge l’Università di Camerino insieme a sette partner privati – Imagina, Maylea s.r.l., Officine Mattòli Produzioni Soc. Coop, Arci Macerata, Cantine Belisario, Nobody s.r.l. e Ruvido Teatro viene finanziato dal Por Marche Fesr 2014-2020 – asse 3, OS8, azione 8.1. La strategia di UnicaMontagna è incentrata sullo sviluppo in chiave creativa di servizi integrati art&business Il 21 giugno al Lanciano forum (Castelraimondo, MC), a partire dalle ore 10.00 ci sarà A-ttrazione locale, evento organizzato da UnicaMontagna in collaborazione con tutti i partner coinvolti. Ti aspettiamo.

Il progetto crea uno spazio condiviso in cui sviluppare un modello organizzativo nuovo tra filiere produttive, con particolare riferimento ai settori manifatturiero e agroalimentare, in relazione ai servizi creativi. La presentazione del progetto, gli obiettivi, i numeri del territorio, la cross-fertilization, l’evento inaugurale, i partner coinvolti e le best practies della montagna

per le imprese locali che, partendo da una situazione di contesto pre-sisma e post-sisma, necessitano di un nuovo modello di sviluppo aziendale per rilanciare l’economia di questo territorio dell’entroterra maceratese.

Il progetto è localizzato in un’area da rigenerare in località Borgo Lanciano, un immobile ex industriale di mq 4000 ridisegnato in spazi modulari per accogliere nuovi soggetti/attività/ servizi ad alto tasso di creatività, cultura e innovazione. Il progetto, nei 18 mesi della sua durata, creerà le condizioni di sostenibilità economica e punta innanzitutto al mantenimento e, ove possibile, all’incremento dei livelli occupazionali preesistenti al sisma, attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative per il mercato in quanto a prodotti, servizi e processi.

I tre asset strategici

I tre asset strategici per la definizione del nuovo modello di sviluppo, inclusivo e sostenibile.

  • Nuovo modello di governance partecipativa. Costruzione di un approccio integrato tra patrimonio culturale e nuovi modelli di governance, pilastro della strategia EU2020 di sviluppo culturale e creativo.
  • Ri-costruzione sociale. Ricostituzione dell’identità del territorio e della sua popolazione attraverso una piattaforma di coesione sociale.
  • Ri-costruzione economica. Creazione in chiave culturale e creativa di nuovi driver economici.

Cross fertilization per migliorare la competitività delle imprese

Sette aziende insieme ad un centro di ricerca per affiancare le 1080 imprese di questo territorio e fornire una gamma di servizi dal valore altamente innovativo

Insieme per migliorare la competitività. E così sette soggetti si sono uniti, insieme ad un centro di ricerca importantissimo per la nostra regione come Unicam, per fornire una gamma di servizi dal valore altamente innovativo, partendo dal principio della cross-fertilization: ovvero generare un impulso creativo nel gruppo di lavoro presentando una tecnologia proveniente da un dominio culturale completamente diverso da quello dei partecipanti e lavorando con loro per individuare l’applicazione di quella tecnologia al loro settore.

Il gruppo di lavoro UnicaMontagna è così in grado di affiancare le 1080 imprese di questo territorio con servizi come il temporary manager, gli assistenti e i voucher creativi; il crowdfunding, crowdsourcing, e-procurement; gli short business film e il videomaking; il teatro d’impresa, gli shorts e art&business; la Piattaforma web integrata e il kit Com#Unica e infine l’Industrial liaison office.

Ma vediamoli meglio nel dettaglio.

  • Per il temporary manager, gli assistenti e i voucher creativi, le imprese del territorio saranno affiancate dai referenti del partenariato, per individuare gli ambiti di “cross fertilization” con altre realtà produttive locali o con le industrie “cultural driven” in grado di alimentarne il business in altri segmenti ancora inesplorati. Verrà sperimentato l’utilizzo di veri e propri “voucher creativi”, ossia buoni comprensivi di una serie di servizi creativi destinati alle imprese. Per le aziende con “bisogni strutturali” di maggiore consistenza e che intendano ridefinire il proprio modello di business è prevista la figura di un Temporary Manager, che non si limiti ad una consulenza “spot”, ma assista l’azienda per un ampio arco temporale.
  • Crowdfunding, crowdsourcing, e-procurement: ovvero un complesso di servizi accessibili a tutte le imprese locali in possesso dei requisiti minimi, in grado di fungere da marketplace e di portare le imprese ad automatizzare determinati processi aziendali tramite l’ausilio di applicativi capaci di snellire i processi e ridurre i costi.
  • Short business film e videomaking: prototipazione di un servizio a forte caratterizzazione cinematografica – la WEB SERIE – in grado di fornire uno storytelling altamente innovativo delle aziende del territorio, attraverso una narrazione coerente con i valori aggiunti creati dal progetto, rispetto al brand territoriale. L’idea forte è caratterizzare il territorio di riferimento come area ad alta resilienza e associarla ai valori che nell’immaginario collettivo sono collegati all’ambientazione iconica del “western”.
  • Teatro d’impresa, shorts, art&business: prototipazione di situazioni di teatralizzazione dell’esperienza, atte a valorizzare in maniera innovativa, con la tecnica dello “storyshowing”, prodotti, aziende, valenze territoriali e più in generale l’esperienza di vita collegata all’area di riferimento, facendone emergere i tratti di eccellenza, attraverso lo stimolo delle “leve emozionali” più profonde.
  • Sviluppo di una piattaforma web per rendere fruibili “worldwide” tutti gli output del progetto e le attività realizzate nell’hub fisico, a creativi, imprese e istituzioni pubbliche. La piattaforma permetterà di creare una rete di condivisione e scambio di know-how e conoscenze che potrà generare collaborazioni professionali; consentirà la creazione di un market-place per le aziende interessate e la valorizzazione delle produzioni territoriali coinvolte nelle attività progettuali. Le imprese potranno anche utilizzare la piattaforma come bacino di ricerca per le professioni creative e per prodotti innovativi da “adottare”, mentre per le istituzioni pubbliche sarà un tramite per favorire l’innovazione, l’occupazione e la valorizzazione del territorio.
  • Infine l’Ufficio di Industrial liaison, ha lo scopo di creare un’efficace integrazione tra Università e impresa per rendere sinergico il rapporto tra queste due realtà. A tal fine realizza una costante attività di monitoraggio delle attività di ricerca e sviluppo svolte all’interno dell’Ateneo e opera come centro di collegamento nei confronti del tessuto economico e produttivo anche attraverso il supporto alla creazione di spin-off, brevettazione di invenzioni e valorizzazione e tutela della proprietà intellettuale.

Obiettivo: legare i progetti di impresa allo sviluppoe alla rigenerazione del territorio

“Parlare di UnicaMontagna significa a buon titolo parlare di un progetto di impresa che vuole fornire un hub di riferimento del territorio per offrire servizi avanzati, evoluti, innovativi alle aziende e alla comunità sociale e culturale dell’entroterra”.

A dare l’idea progettuale è Vittorio Salmoni, architetto anconetano dello studio Archisal, esperto di pianificazione strategica territoriale, programmi complessi, trasformazione urbana.

“Questa nuova esperienza deriva dal Distretto Culturale Evoluto delle Marche che si chiamava A.M.A.M.I. che, con l’Università di Camerino in prima fila, voleva sviluppare attrattività della dorsale pedemontana e valorizzare la sua vocazione turistica – prosegue Salmoni -.

L’essenza di quella politica e quella del progetto UnicaMontagna è legare i progetti di impresa allo sviluppo e alla rigenerazione del territorio, in modo particolare dopo il sisma 2016. Uno sviluppo che deve essere traino

culturale, legato alla valorizzazione del paesaggio, alle identità dei luoghi e delle comunità locali che lo
popolano”.

A differenza del DCE, dove i protagonisti erano gli enti pubblici, questa volta viene ribaltato il rapporto e viene dotato di un ruolo primario il mondo delle aziende.
“Le forme di realizzazione sono diverse – continua l’architetto – : la scelta di un luogo strategico, che l’ha visto partecipe a numerosi progetti anche perché baricentrico, dall’alta Valle del Potenza con le parti più isolate e meno abitate dell’Appennino e quelle più sviluppate a livello infrastrutturale, come i piani di Lanciano, borgo dove c’è stato l’insediamento industriale.

Questo luogo è stato recuperato per una iniziativa di servizi evoluti e avanzati, grazie all’intervento di un privato e di un soggetto pubblico, il Comune di Castelraimondo.

L’obiettivo è chiaro: dare supporto, attraverso i partner del progetto, alla rete commerciale e dei produttori delle filiere agricole e alimentari e ai soggetti che animano il territorio a livello sociale e culturale per rilanciare queste terre”.